Maîtres des règles. De la notion de « code » à la grammaire de l’imaginaire

Autori

  • Guido Ferraro Université de Turin

DOI:

https://doi.org/10.23925/2763-700X.2022n4.60193

Parole chiave:

code, créativité, grammaire, innovation, narration

Abstract

Si tende spesso a pensare le regole come qualcosa che cala su di noi dall’alto, quasi questo fosse un residuo d’una visione religiosa. Una prospettiva sociosemiotica dovrebbe invece pensare tali sistemi come prodotto di un fare sociale: le “regole” corrispondono a modi condivisi e consolidati di realizzare qualcosa. Non si tratta in primo luogo di limitazioni e interdizioni, ma di risorse. Se le grammatiche si presentano come costruzioni formali, non sono per questo neutre : esse definiscono la forma del nostro pensiero, e di conseguenza quella che ci si presenta come la forma del mondo. Si può, quindi, capire perché sorgano conflitti tra sistemi alternativi e si osservino continue trasformazioni nel flusso del tempo. Il lavoro dei creativi è precisamente quello di trasformare le regole, non tanto nel senso di perseguire una generica “innovazione”, quanto nel senso di trasformare i sistemi di regole in una direzione definita, corrispondente alle nuove esigenze espressive. L’obbiettivo dell’articolo è di rendere concreta tale prospettiva a partire da esempi tratti dalla letteratura, dalla pittura, dal cinema e dalla musica.

Riferimenti bibliografici

Bakhtine, Mikhaïl, Esthétique et théorie du roman, trad. Paris, Gallimard, 1987.

Durkheim, Émile, Les formes élémentaires de la vie religieuse(1912), Paris, P.U.F., 1960.

Eco, Umberto, Trattato di semiotica generale, Milan, Bompiani, 1975.

Ferraro, Guido, Il linguaggio del mito. Valori simbolici e realtà sociale nelle mitologie primitive, Rome, Meltemi, 2001.

— « Antenato totemico e anello di congiunzione. La connessione tra “sacro” e “segno” nel pensiero di Émile Durkheim », in N. Dusi et G. Marrone (éds.), Destini del sacro, Rome, Meltemi, 2008.

— Fondamenti di teoria sociosemiotica. La visione “neoclassica”, Rome, Aracne, 2012.

— « Degas e la pittura fotografica: la questione del realismo nella prospettiva della semiotica “neoclassica” », Lexia, 17-18, 2014.

— Teorie della narrazione, Rome, Carocci, 2015.

— Semiotica 3.0, Rome, Aracne, 2019.

— « Du début à la fin. Aventures du sens et de l’écriture dans les textes narratifs »,Actes Sémiotiques, 123, 2020.

— « Le rythme comme règle et comme invention », Acta Semiotica, II, 3, 2022.

Greimas, Algirdas J. et Joseph Courtés, Sémiotique. Dictionnaire raisonné de la théorie du langage, Paris, Hachette, 1979.

Gumbrecht, Hans Ulrich, Prose of the World. Denis Diderot and the Periphery of Enlightenment, Stanford, University Press, 2021.

Hjelmslev, Louis, Essais linguistiques, Paris, Minuit, 1971.

Johnson, Julian, Out of Time. Music and the Making of Modernity, Oxford, University Press, 2015.

Kinderman, William, Beethoven’s Diabelli Variations, Oxford, University Press, 1989.

Propp, Vladimir, Morphologie du conte, Paris, Seuil, 1965.

Samarotto, Frank, « The Divided Tonic in the First Movement of Beethoven’s Op. 132 », in G. Sly (éd.), Keys to Drama. Nine Perspectives on Sonata Form, Farnham, Ashgate, 2009.

Saussure, Ferdinand de, Cours de linguistique générale (1916), Paris, Payot, nouvelle éd. 1967.

Solomon, Maynard, Late Beethoven : Music, Thought, Imagination, Berkeley, University of California Press, 2003.

Varnedoe, Kirk, A fine disregard. What Makes Modern Art Modern, New York, Harry N. Abramas, 1990.

Wall, Anthony, « Bachtin, Diderot, and the simultaneity of meaning », Russian Literature, XXXII, 1992.

Whorf, Benjamin L., Language, Thought, and Reality, Cambridge, M.I.T. Press, 1956.

Pubblicato

2022-12-26

Come citare

Ferraro, G. . (2022). Maîtres des règles. De la notion de « code » à la grammaire de l’imaginaire. Revista Acta Semiotica, 2(4). https://doi.org/10.23925/2763-700X.2022n4.60193

Fascicolo

Sezione

Dossier : Règles, régularités et création