Multivers, non merci. Réflexions à partir d’un film en vogue

Autori

  • Guido Ferraro Université de Turin

DOI:

https://doi.org/10.23925/2763-700X.2024n7.67353

Parole chiave:

architectures narratives, chaos, mimésis, multivers

Abstract

Stiamo assistendo a una progressiva diminuzione di testi narrativi costruiti in modo classico, a favore di testi non lineari, giocati sull’incrocio tra più linee narrative virtuali. Il recente film di successo Everything Everywhere All at Once, fondato sul concetto alla moda di multiverso, sembrerebbe andare in questa direzione, ma ne prende in realtà criticamente le distanze, conducendoci così verso una serie di riflessioni che toccano le evoluzioni del modello aristotelico, il rapporto tra narrazione e esperienza di vita, il posto delle forme narrative nella cultura contemporanea.

Riferimenti bibliografici

Ferraro, Guido, Teorie della narrazione, Rome, Carocci, 2015.

Ferraro, Guido, Semiotica 3.0, Rome, Aracne, 2018.

Ferraro, Guido, « Maîtres des règles. De la notion de code à la grammaire de l’imaginaire », Acta Semiotica, II, 4, 2022.

Desrues, Antoine, « Everything Everywhere All at Once : critique dans le vrai Multivers de la folie », Ecran large, 31 août 2022.

Pubblicato

2024-07-10

Come citare

Ferraro, G. (2024). Multivers, non merci. Réflexions à partir d’un film en vogue. Revista Acta Semiotica, 4(7), 9–15. https://doi.org/10.23925/2763-700X.2024n7.67353

Fascicolo

Sezione

Le point sémiotique